giovedì 27 febbraio 2014

Metabones speedbooster e focus peaking un'accoppiata perfetta!

Uniamo una grande ricerca ingenieristica (Metabones), un'implementazione software (Sony) e qualsiasi vecchio o nuovo obiettivo ed il gioco è fatto! Risultato: messa a fuoco perfetta e aumento della luminosità dell'obiettivo.

Effetto grafico del focus peaking
Metabones speedbooster
 Per chi ultimamente si sta avvicinando al mondo delle mirrorless e in questo caso specifico mi riferisco esclusivamente al comparto Sony / Olympus / Panasonic sarà lieto di sapere che oltre alle "normali" implementazioni hardware e software apportate con la perdita dello specchio meccanico è stato possibile attraverso economicissimi adattatori poter utilizzare praticamente l'intero parco ottiche esistente al mondo sui corpi macchina mirorrless!

Come mai?

Semplice, la distanza tra la parte in cui si innesta l'obiettivo e la superfice del sensore è drasticamente diminuita data la mancanza dello specchietto. Questo vuol dire che compensando tale distanza con i vari adattatori il "tiraggio" sarà colmato di modo da poter montare qualsiasi vecchio (ma anche nuovo nel comparto reflex) obiettivo come se lo stessimo montando sul corpo macchina originale.

In termini pratici cosa comporta questo adattamento?

In pratica se montiamo un obiettivo nato per sensore a-psc/dx su un corpo mirrorless Sony che di per se utilizza un sensore a-psc praticamente non cambierà nulla. Se montiamo un obiettivo nato per aps-c/dx su corpo mirrorless Olympus o Panasonic il cerchio di luce dell'obiettivo sarà croppato (tagliato) ai limiti delle dimensioni del sensore M43 (micro quattro terzi) perdendo quindi una parte dell'immagine catturata dall'obiettivo. In termini di luminosità non vi saranno perdite in ambedue i casi. (potete fare lo stesso ragionamento anche con obiettivi FF (full frame) nei confrontti dell' a-psc/dx e M43.

Automatisimi?

Dovendo utilizzare obiettivi di altre marche su innesti di altre case produttrici e attraveso adattatori perderemo tutti gli automatismi e il controllo del diaframma, quest'ultimo relegato praticamente all'adattatore. Qualcuno a questo punto si starà preoccupando perlomeno della messa  a fuoco, almeno credo :-) .

Focus peaking:

Come potete notare nella prima foto ad inizio pagina (quella con la moto) sembra che l'immagine sia investita da una nebbiolina di atomi rossa, ecco quella nebbiolina è il focus peaking!
In pratica Sony ha implementato una funzione software che viaggia in coppia con la ghiera di messa a fuoco dell'obiettivo. Variando la messa a fuoco in manuale, una sorta di scia luminosa andrà a posarsi esattamente sulle parti che in quel momento sono messe a fuoco dall'obiettivo (in tempo reale).
In definitiva una messa a fuoco "servoassistita", passatemi il termine.

Saremo quindi liberi di utilizzare tutti i vecchi oiettivi mettendo da parte l'ansia dell'antica arte della messa a fuoco completamente manuale, che io trovo comunque fantastica.
Ricordate che al momento Sony ha rilasciato in licenza d'uso il focus peaking solo a poche case tra cui e forse solo Olympus e Panasonic.

E lo speedbooster? (guida completa speedbooster in inglese)

Chi l'ha detto che montando un obiettivo progettato per illuminare un sensore più grande su un sensore più piccolo non possa darci lo stesso risultato ottenuto su un sensore più grande?

In pratica lo speedbooster converge la luce su un cerchio di illuminazione più piccolo aumentando la luminosità dell'obiettivo stesso f di 0,7x e riportando sul sensore di destinazione la stessa inquadratura (0,7x qualcosina di più per M43) che otteremo su un sensore più grande. Addio fattore di crop!

esempio grafico cerchio di illuminazione


Un esempio pratico:

Obiettivo FF da 50mm f2.8 Nikon montato senza e con speedbooster su un corpo macchina DX e M43 (sp = speedbooster - cr = crop)


SENZA SPEEDBOOSTER
FF 50mm f2.8 x crop 1,5x = DX 75mm f2.8
FF 50mm f2.8 x crop 2x = M43 100mm f.2.8

Quindi:
50mm FF
75mm DX
100mm M43

(attenzione: angolo di campo come se stessimo utilizzando un 75mm DX o un 100mm M43 e non un reale avvicinamento)

CON SPEEDBOOSTER
FF 50mm f2.8 x0,7sp= 35mm ///// 35mm f1.96 x crop 1,5cr=DX 52,5mm
FF 50mm f2.8 x0,7sp= 35mm ///// 35mm f1.96 x crop  2cr=M43 70mm

Quindi:
35mm FF
52,5mm DX
70mm M43

tutto rapportato al formato 35mm.

E per capire quanto un obiettivo DX nativo sia in M43 con lo speedbooster?

Portiamo tutto al formato 35mm e vediamo le differenze:

50mm DX diviso 1,5cr= 33,33mm FF
33,33 FF per 2= 66,66mm M43

Quindi:
33,33mm FF
50mm DX
66,66 M43

ma con lo speedbooster:

33,33mm FF * 0,7sp = 23,33mm FF
50mm DX * 0,7sp= 35mm DX

Useremo quindi su una M43 un obiettivo 50mm DX che però ci regalerà un angolo di campo come se montassimo un 35mm DX montato senza speedbooster che nel formato 35mm FF equivale ad un 46,6mm DX, andremo a recuperare addirittura 3,4mm di angolo di campo in più rispetto a quello catturato da un corpo DX.

In pratica fate finta di star utilizzando un 50mm puro DX su una DX ma catturerete 3,5mm di angolo di campo in più. (Niente male, grandezza della lente permettendo...in genere qusi tutti gli obiettivi permettono con o senza una lieve vignettatura di utilizzare la parte estrema delle lenti.)

(attenzione che parliamo sempre di angolo di campo e fattore di crop)

Bando alle chiacchiere:

Ok, adesso che siamo impazziti e probabilmente con la calcolatrice alla mano non ci abbiamo capito nulla comunque, probabilmente io per primo ;-) , riassumiamo dicendo che i sensori sono differenti, il ragionamento andrebbe ricondotto sempre al formato 35mm ma la cosa che ci interessa è che con lo speedbooster andiamo a recuperare quasi la totalità dell'obiettivo costruito per sensore più grande e in più andiamo ad aumentale la sua luminosità dato che convogliamo la luce su un cono più piccolo.
Detto questo, potremmo utilizzare tutti gli obiettivi che vogliamo con o senza lo speedbooster in modalità manuale ma con il vantaggio dell'assistenza del focun peaking.

Che fatica questa tecnologia!!!!
Approposito vi rimando all'articolo precedente sulle elucubrazioni di un fotografo moderno.

P.S. sono stanchissimo, devo rivedere sicuramente qualche calcolo....forse.




sabato 22 febbraio 2014

Il tecnicismo aiuta la fotografia? Ovvero: Elucubrazioni di un fotografo moderno.

"Elucubrazioni di un fotografo moderno"

***INTRO***
Non sapreri, meglio una M43 una  FF o una A-PSC ? Poi magari con uno SpeedBooster, visto il tiraggio corto, ci monto qualche vecchia lente e riuso il parco analogico in accoppiata al focus peaking. Sicuramente non avrò più scuse per errare nell'esposizione con il  LIVE BULB e comunque posso sempre ricorrere agli  HIGH ISO o agli EXTENDED ISO e poi con una ghiera CLICKLESS sarò al top nella regolazione anche se l'obiettivo è COLLASSABILE (sinceramente mi ricorda la compattona) e con il TOUCH SCREEN abbinato al  WIFI remote control con due TAP sono online unendo anche il fatto che l'On time start è di soli 0,005 secondi. Ma si, mi sparo un BRACKETING -2 +2 con il LIVE VIEW attivo e vado di HDR...and so on!!!

http://micromondi.blogspot.it/

***PRIMA PARTE***
Il povero Bresson si rivolterà nella tomba osannando alla sua Leica 1 e scrutando con occhio sospetto noi "ultra post moderni" che filosofiamo con termini astrusi.

Dove siamo finiti? (Forse su Amazon)
Siamo ancora fotografi o siamo deflettori di una realtà distorta? (Dicesi fisheye)
Siamo ancora in grado di fotografare o lo strumento fotografa per noi? (Modalità scena)
Siamo invasi dalle "pippe mentali subli-marketing" o ci piace scavare veramente  dentro ai limiti della fotografia?

...e tante altre domande a forma di infinito ∞ sempre che le impostazioni manuali ce lo permettano vista la minima distanza di messa a fuoco del nostro cervello!

Senza scadere nel banale dicendo che "la foto la fa il fotografo e non la macchina fotografica" (caspita l'ho detto anche questa volta), purtroppo senza il tasto di blocco della ghiera delle selezioni a volte finisco in modalità video senza neanche accorgermene e rivivo qualche "flash" back di motti assoluti. Aspetta un attimo, ho detto VIDEO? Questa mi mancava, le reflex, quelle moderne fanno anche i video, giusto, dimenticavo. Caro Bresson devi incassare anche questa, giuro è l'ultima, però devi ammettere che la comodità di "svilupparti" i raw col pc intervenendo su quasi ogni aspetto delle foto, dai insomma a parte la tua camera oscura, era veramente penoso portare il delicato rullino al negozio più vicino!

Non vuole essere lo scopo di questo articolo fare un raffronto tra il prima e il dopo, tra l'analogico e il digitale, bisogna pur accettare il tempo in cui siamo incastonati e vivere il presente con le risorse che ci offre, non si tratta di "è tutto più facile (per alcuni più complicato)" si tratta di esaltare al meglio una forma espressiva eliminado le zavorre a forma di vincoli che col tempo abbiamo imparato a superare, hourra pour la technologie!

***SECONDA PARTE***
Io scatto! In realtà scatta anche il podista. Forse nella confusa correlazione del termine scatto, improprio nel secondo o nel primo caso a seconda del punto di vista, possiamo celebrare quanto una definizione, che sia tecnologica o che sia paleo-analogica possa di per se non significare assolutamente nulla o significare esattamente tutt'altro rispetto alle nostre intenzioni. (vedi tecnicismi e acronimi dei tecnicismi di inizio articolo)

Ci stiamo perdendo?

Facciamo un passo indietro: Io scatto! Un'altro passo indietro.... click! Fregati!

Seriamente, l'atto di solleccitare con un impulso elettrico uno dei tanti (?) nostri neuroni al fine di lanciare uno stimolo al braccio e al dito di modo che possa premere a metà corsa il tasto di scatto (che fatica) è onestamente deflazionato dalla valanga di termini come HDR, LIVE BULB, M43, ISO e fratelli.

Cosa importa alla realtà che si palesa davanti al nostro sguardo se lo strumento con cui verrà catturata la propria essenza ha o non ha il "tech inside"? Forse, si, forse, importa solo a noi, noi come sè, noi come ego, noi che la consapevolezza della possessione materiale fa la differenza nell'illusione di catturare la vera essenza della relatà, priva del velo di maya, priva delle impurità, priva delle imperfezioni che la luce imprime sulle forme. Noi, lo scatto, la macchina.

Noi! La foto che crediamo di catturare è solo un'entità impalpabile nella nostra mente o la discesa a terra, la venuta al mondo la fa il sensore e i suoi mila circuiti che lo governano?

E fù la luce...sono impressionato rispose il sensore!

Guardando in post produzione, lo scatto effimero che l'oggetto di cui piene le mani accoglievamo in tutta grazia ci ha regalato, saremo soddisfatti? Colei, la pre-foto, il RAW, è esattamente quello che stavamo fotografando? Qui posso rispondere seccamente NO!
L'idea della foto che avevamo nella mente, non sarà mai l'immagine che abbiamo davanti ed anche quando dopo ore di ritocchi e ritagli e zoommate a video e "photoshoppate" e "lightroomate" e "niksuittate" e "aftereffectate", ebbene lei, la foto avrà l'essenza della nostra ex,ex,ex,ex ragazza, cioè un vago ricordo di qualcosa che forse ci era piaciuto.

Vi starete chiedendo: dov'è il (sesso) nesso in tutto questo? Che (sesso) senso ha tutta questa elucubrazione?

Ecco la vera risposta zen: la fotografia non esiste!

***TERZA PARTE***
Caspita, eppure credevo che tutti quei bollettini pagati mese dopo mese per accaparrarmi l'ultima essenza della nanotecnologia applicata potessero aiutarmi nella cattura dell'immagine mentre come sabbia tra le dita i colori sbiadiscono sfuggevoli senza farmi comprendere, senza darmi la possibilità di mettere a fuoco l'immagine, me stesso, il mondo. Io, che credevo di aver intrappolato per sempre quello splendido volo straziante dell'elegante pennuto, sparando raffiche da 6 fotogrammi al secondo, eccomi qui con il peso di tutta la fisicità di questo metallo e di questo vetro senza una vera foto da esibire.
 Quindi la fotografia non esiste, povero illuso che sono che come gli ignavi nell'inferno di Dante "corro nudo punto da vespe e mosconi inseguendo una bandiera senza insegna". Forse bisognerebbe rassegnarsi e vendere la mia tecnologia ad un buon mercatino, oggi chiamato ebay, eppure in alcuni momenti di lucidità sono riuscito a scorgere delle Fotografie da qualche parte, qualcosa è esistito veramente e continua ad essitere, qualcuno le fotografie le ha scattate (sparate - shoot) veramente...

Prostrato e inginocchiato sul patibolo ecco San Cartier Bresson  che come un angelo mi appare liberandomi da questo inferno, la riscossa con tutto il coro della sua schiera di angeli, lui, Bresson, mi strizza l'occhio e in quel momento ecco la vera illuminazione: Io sono la fotografia! Ho cercato chissà dove e chissà quanto, sono passato da mille inquadrature, da cento mirini, da 50 obiettivi, da 25 corpi macchina, da 10 sensori, da 5 grip aggiuntive e alla fine non mi ero mai accorto che l'unica cosa che veramente potesse reggere la fragilità del mio essere era un cavalletto, un semplice cavalletto. Ecco adesso è tutto più nitido, tutto è a fuoco, tutto è stabile, mi sono anche ricordato di disattivare lo stabilizzatore sull'obiettivo che con il cavalletto non è mai andato daccordo.

La pace dei sensi: la fotografia non è lo strumento ma il fotografo. Anche se sono tornato a dire la frase banale che ad inizio articolo ho palesemente denigrato, devo ammettere che da "certe" certezze non è possibile svincolarsi, l'eterno è in noi come la fotografia siamo noi, la luce veicola il nostro pensiero ed esprime un'emozione solo e se quando noi saremo maturi abbastanza per reggere l'essenza del mondo che vogliamo catturare. La fotografia rappresenterà interamente noi stessi, il nostro corpo fisico e non il corpo macchina, rappresenterà la nostra emozione, il nostro background, il nostro divenire e solo così sarà trasmissibile, sarà comprensibile e susciterà splendore negli occhi in cui essa rappresenterà qualcosa. La vera fotografia è trasmettere noi stessi agli altri, chiunque può fotografare una montagna ma solo pochi riusciranno a trasmettere l'anima che contiene.